Sabato 19 maggio, alle 21, spettacolo di Teatro Danza al reparto 3 dell’ex Ospedale Psichiatrico di Imola.
Con lo spettacolo di teatro-danza M. B. ( fff ) – in scena alle ore 21 di sabato 19 maggio al reparto 3 dell’ex Ospedale Psichiatrico dell’Osservanza – prosegue
Invisibili, la manifestazione di incontri e spettacoli organizzata dal T.I.L.T.
Il titolo-sigla dello spettacolo vuole rinviare a Madama Butterfly. Chi non conosce l’opera di Puccini non si sgomenti. Può vedere tranquillamente lo spettacolo, “a prescindere”. Chi invece la conosce, ne sa la trama, ne ha nell’orecchio la musica, non si aspetti una semplice trasposizione della nota storia. La “riscrittura” di Silvia Magnani, regista, danzatrice, attrice, è molto di più. La Magnani ha distillato dalla vicenda di Butterfly i succhi più aspri, e con il linguaggio del corpo che danza, intrecciato ad altri linguaggi, teatrali e non, ci ha raccontato un’altra storia, diversa ma scavata-cavata dal cuore del vecchio dramma.
Il fatto è che sul melodramma pucciniano, rappresentato per la prima volta alla Scala nel febbraio del 1904, l’abitudine ha depositato una crosta molto spessa. Da più di un secolo lo spettatore melomane siede in poltrona o affolla il loggione per vedere la piccola fragile geisha, la “bimba dagli occhi pieni di malìa”, unirsi al tenente Pinkerton, ufficiale di marina americano, lo “yankee vagabondo”, ed essere per questo rinnegata dalla sua comunità originaria: “rinnegata e felice”, canta. Il pubblico si incanta, e segue la vicenda della povera Cio Cio San abbandonata da Pinkerton fino al harakiri, col bimbo bendato in scena lì vicino e il grido finale: “Butterfly! Butterfly!”, accompagnato dai fragori dell’orchestra. È il momento dei fazzoletti.
In molti modi si può leggere questo dramma, senza tuttavia uscire dalla traccia emozionale in cui ci invischia anche la bella musica di Puccini. Le sdolcinature che precedono la notte d’amore, il fascino esotico dell’oriente, le piogge di fiori di ciliegio, e mammole e verbene e tuberose... La tragedia della morte scelta dalla non fragile Cio Cio San stempera il suo amaro nella musica consolatoria. Catarsi totale.
Eppure quante durezze nel testo stesso dei librettisti Giacosa & Illica! Silvia Magnani le ha attraversate e ne ha nutrito la sua “riscrittura”. Una in particolare deve averla colpita, il cinismo con cui Pinkerton si impadronisce della “donna-farfalla”: «di rincorrerla furor m’assale se pure infrangerne dovessi l’ale». Ali spezzate. E ancora prima, il duro percorso compiuto dalla geisha, per trarle fuori dal bozzolo, quelle ali, quintessenza di femminilità. Ecco allora che, nel centro segreto del dramma Madama Butterfly, Silvia Magnani deve aver scorto una violenza, la dolorosa fatica di una metamorfosi subita/voluta. Una domanda forse si è posta: quanto costa trasformarsi in farfalla? Di qui la scrittura di M.B. ( fff ), la storia di un giovane catturato in un processo di trasformazione che lo porta, tra resistenza e fascinazione, a inseguire l’immagine della farfalla, leggerezza e grazia (e insieme potenza) del femminile, dimensione notturna e lunare, braccia che divengono ali, volo...
Ma sa il ragazzo, affascinato da questo destino di divenire farfalla «nuova geisha, punto di rottura nella tradizione esclusivamente femminile di tale arte», delle tante geishe che hanno attraversato la storia nel silenzio, nel dolore? Forse questa metamorfosi è anche il preludio della solitudine e dell’abbandono. Per questo alla fine dello spettacolo Butterfly campeggia sola in scena. La lunga vestizione è compiuta, steso il pesante trucco, raccolti i capelli in una rigida acconciatura... Solo/a in scena: il rosso sulle labbra è sbavato. Uno sfregio, il segno di una ferita.
Sono andata a rileggere il libretto di Illica e Giacosa. Mi ero proprio dimenticata che l’opera pucciniana, tratta com’è noto dal dramma di David Belasco, è ambientata nella città giapponese di Nagasaki. Non c’entra, però...
Sabato 19 maggio 2007 alle 21, reparto 3 dell’ex Ospedale Psichiatrico
: M. B. ( fff)spettacolo teatrale di Silvia Magnanicon Paola Gombi, Silvia Magnani, Pina Randi, Cristian Zanottiingresso € 7 - ridotto € 5 (studenti, anziani, soci ARCI e UISP)informazioni e prenotazioni: www.tiltonline.org