22 luglio 2009 | 21:18
“Come le maree sotto la luna”
Note sull’acqua (di terra)/11.
Casalfiumanese, Lunedì 20 luglio 2009
Da questa sera, ogni sera fino allo spettacolo, proviamo nel parco Manusardi, sotto l’alta sorveglianza dei pini marittimi, sullo sfondo di un cielo limpido, ma senza luna. Mercoledì prossimo fa luna nuova, la luna nascosta. Ma la cosa non deve sgomentarci: sappiamo che in questa fase la marea si alza ancora di più negli oceani. Forse, chissà, vedremo sorgere una sottilissima falce da qualche parte proprio durante lo spettacolo il 25 luglio prossimo quando, per una notte
cancelleremo dalla memoria
ogni cosa di questo mondo,
partiti e sètte di potenti,
che si alzano e si abbassano
come le maree sotto la luna....
Sono le parole che re Lear, rivolgendosi a Cordelia, pronuncia verso la fine del dramma.
Il vecchio, che non ha voluto mantenere il potere né ha saputo rinunciare ai suoi privilegi, il padre che si è lasciato accecare dalla cinica adulazione delle figlie maggiori, incapace di riconoscere l’amore della figlia più giovane, dopo aver sperimentato l’abbandono e la ferocia di uomini e natura, ritrova la figlia che aveva rinnegato. Nella comune sconfitta, si riconcilia con lei, e con lei si avvia alla prigione che li attende.
Le sue parole suonano come una presa di distanza dalla inutile insensata ambizione che divora il mondo e genera il delitto.
Domande: è forse in queste parole di Lear un programma di libertà? dove sta veramente la prigione? può essere il teatro un luogo da cui guardare e capire il mondo, pur senza separarsene?
Leo de Berardinis amava particolarmente il King Lear come «tragedia dell’errare e della conseguente perdita», opera che «travalica il tempo del suo concepimento storico, con un vertiginoso avvicinamento a un passato remoto, le cui speranze e dolori sembrano arrivare sino a noi e addirittura proiettarsi nel futuro».
Dal King Lear Stefano Randisi ed Enzo Vetrano, direttori artistici del festival, hanno tratto il titolo dello spettacolo costruito all’interno del laboratorio teatrale da loro condotto.
Esso presenta, in una specie di suite, il viaggio che sotto la guida dei due attori-registi i 24 partecipanti al laboratorio hanno compiuto dentro le opere di Shakespeare, alla ricerca di un personale approccio a emozioni suggerite dai più importanti testi. Personaggi e situazioni verranno evocati nella magia notturna di un parco secolare, in una messa in scena ispirata alla lezione di libertà e rigore lasciataci da Leo de Berardinis.
A lui, maestro e uomo di teatro fra i più grandi del Novecento italiano, è dedicato l’intero festival.
A Enzo e Stefano prima di tutto, e agli amici di TILT, debbo questa già rimpianta esperienza.
E un caldo invito a tutti quelli che leggono queste note di essere con noi sabato sera, 25 luglio, al parco Manusardi di Casalfiumanese, ore 21.30.
Giuliana Zanelli
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