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Anche se il tumore dopo le malattie cardiocircolatorie continua ad essere una delle principali cause di morte, un tutta Italia, come nel resto d’Europa, sono in diminuzione i tumori legati al fumo negli uomini, quelli all’intestino e allo stomaco e quelli all’utero e alle mammelle nelle donne.
Tra i malati circa il 30% delle donne malate presenta un tumore al seno, ma solo il 16% non ce la fa, mentre tra carcinomi più frequenti tra gli uomini abbiamo il melanoma e quello ai polmoni.
“Non esiste emergenza nella nostra regione rispetto alla Lombardia o al Piemonte - spiega Lauro Bucchi, epidemologo del Registro tumori della Romagna - C’è un’incidenza poco più alta di tumore alla stomaco e un’altra poco inferiore rispetto ad altri tumori. Dall’analisi delle statistiche la vera differenza che emerge è tra Nord e Sud sia in Italia che nel mondo. Se da una parte i tumori allo stomaco, fegato e colon sono legati allo stile di vita dei paesi più poveri, tutti gli altri cancri sono legati alla ricchezza. Paradossalmente se si abita in Cambogia si è meno a rischio di malattia ”.
Quali sono i fattori discriminanti?
Dipende dagli standard di vita. I ricchi si ammalano di più per lo stile di vita più incline ai vizi. Sedentarietà, inquinamento atmosferico, alimentazione, eccesso di fumo e alcol sono le principali concause. Uno stile di vita che appartiene a tutto il mondo occidentale. Insomma converrebbe restare poveri. Ma è un paradosso, anche se esiste una linea di pensiero di questo tipo. Tuttavia non è certo mangiando un piatto di spaghetti in meno che si risolve il problema e si rivoluziona un intera società.
Ma si può cambiare qualcosa modificando piccole abitudini?
Certo se non si fuma si diminuisce l’incidenza del tumore ai polmoni del 70% ed è evidente che se non si inquina la percentuale di tumori diminuisce. Ma quello che voglio sottolineare è che dalla fine degli anni ’80, da quando abbiamo avuto il massimo incremento dei tumori, ora la situazione si è stabilizzata.
In realtà le statistiche parlano di aumenti di casi…
Certo, ma possiamo dire che il maggiore fattore di rischio è l’età. Le incidenze aumentano man mano che si invecchia. Invece i giovani che si ammalano sono sempre meno. Questo a livello sanitario rappresenta un problema, perché un anziano è più difficile da curare ed anche perché le nostre ricerche e le nostre terapie sono studiate per i giovani.
Quali tipi di cancro sono in aumento in Emilia-Romagna?
Certamente sono in aumento i linfomi, anche se si tratta di percentuali basse, nell’ordine del 2%. Il fattore è dovuto certamente all’ampio utilizzo di pesticidi e allo stesso tempo alla diffusione dell’Hiv. Questo tipo di tumori è infatti molto frequente tra i malati di aids. Il cancro alla mammella è sempre molto diffuso, ma è sostanzialmente stabile. Il mesotelioma, il tumore imputabile all’amianto è più raro in Emilia- Romagna che in altre regioni, come ad esempio la Liguria dove esistono lavoratori che sono entrati in contatto con questo materiale.
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