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caritas
 
30 novembre 2009 | 11:14

Massa Lombarda: Anche gli italiani bussano alla Caritas

Don Francesco: «I bisognosi son sempre di più»
 
Massa Lombarda. In questo periodo di crisi economica generale che ha investito non solo l’Italia su larga scala, ma anche i singoli piccoli Comuni del nostro territorio, centrale e basilare aiuto per i cittadini proviene dall’operato delle Caritas, le associazioni volontarie parrocchiali che operano allo scopo di aiutare i bisognosi e i meno fortunati. E se fino a qualche tempo fa erano solo gli stranieri a rivolgersi all’associazione, oggi bussano alla porta anche diversi italiani. Segnale che i tempi sono cambiati.
La Caritas di Massa Lombarda è nata negli anni ‘80 ad opera del parroco dell’epoca, don Orfeo Giacomelli, e viene oggi gestita dall’attuale parroco, don Francesco Nanni. L’attività cardine svolta dalla Caritas è l’assistenza alimentare, consistente nella distribuzione di cibo e alimenti alle persone meno abbienti afflitte da particolari difficoltà economiche. La distribuzione di cibo avviene 2 volte a settimana nelle giornate di lunedì e venerdì ad opera dei 3 o 4 volontari che prestano stabilmente il loro aiuto all’associazione. Un importante contributo proviene anche da alcune signore di nazionalità albanese e rumena che si rendono occasionalmente disponibili per ritirare, al banco alimentare, il cibo destinato ad essere distribuito.
Distribuzione di viveri ma non solo, perché la Caritas si occupa anche della raccolta di vestiti e mobili che le famiglie massesi non utilizzano più, e portano in parrocchia perchè possano essere donati ai bisognosi.
La Caritas si sostiene quasi esclusivamente grazie al volontariato e alle piccole donazioni dei cittadini, non ricevendo alcun finanziamento esterno: «Le spese che dobbiamo sostenere - spiega il parroco di Massa Lombarda, don Francesco Nanni - non sono eccessive, in quanto il banco alimentare chiede solo una piccola cifra di contribuzione annuale, e coloro che collaborano con noi sono tutti volontari,e ricevono solo un piccolo compenso per l’ utilizzo di automezzi propri per il trasporto del cibo; questo ci consente di andare avanti solo attraverso un autofinanziamento parrocchiale».
Certo, la Caritas è nata, ed agisce, come associazione dedita al volontariato in favore dei meno fortunati, ma può, allo stesso tempo, risultare anche un valido strumento di osservazione delle condizioni economiche e di vita dei cittadini. I dati che si ricavano dall’osservazione dell’attività della Caritas massese non sono particolarmente rincuoranti: «In quest’ultimo periodo abbiamo riscontrato un forte aumento del numero di famiglie bisognose del nostro aiuto - spiega don Francesco - in aggiunta ad una variazione nella composizione etnica di queste persone». Se originariamente, infatti, le famiglie che si accingevano ad usufruire dell’aiuto della Caritas erano esclusivamente stranieri immigrati, ad oggi molte delle 20-30 famiglie che usufruiscono settimanalmente della distribuzione di cibo sono italiane. Dato, quest’ultimo, tutt’altro che rassicurante, ma sicuramente esplicativo delle difficoltà economiche che la popolazione sta incontrando in questi ultimi tempi.
«La distribuzione alimentare - conclude don Francesco - è solo uno degli aspetti della Caritas, la quale dovrebbe avere un raggio di azione molto più vasto; purtroppo, però, l’esiguo numero di volontari non ci permette di poterci attivare in molte altre attività».

Tratto da 'Sette Sere - Bassa Romagna' del 28 novembre

Simona Callegari
 
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