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20 novembre 2009 | 13:56

Pompe Funebri: pilotavano i funerali grazie ad un "cartello", 4 arrestati

Reggio Emilia. L'operazione dei carabinieri che ha portato al disarticolamento di una sorta di cartello che, nella bassa reggiana, pilotava i funerali spartendosi le esequie dei defunti e danneggiando in particolare le imprese funebri non rientranti nel "patto", si chiama ironicamente "Last Travel". A condurre le indagini i militari dell'Arma di San Polo d'Enza sotto il coordinamento della Procura reggiana. L'operazione ha preso il via dalle indagini che hanno analizzato la gestione dei funerali presso l'azienda ospedaliera Santa Maria Nuova di Reggio Emilia da parte di imprese di pompe funebri del capoluogo e della provincia di Reggio Emilia: stamattina i militari hanno dato esecuzione a 4 provvedimenti di natura cautelare. Quattordici gli indagati, tra cui tre necrofori e 11 titolari di imprese funebri.
Le indagini sono partite nell'agosto del 2008 grazie alla segnalazione del titolare di un'azienda di onoranze funebri, successivamente risultato coinvolto anch'egli nel giro illecito, e hanno accertato l'esistenza di un'associazione per delinquere molto complessa e ben organizzata che vedeva coinvolti, oltre ai proprietari delle imprese funebri, anche gli addetti della Camera Mortuaria dell'ospedale che rivestivano la qualifica di "incaricati di pubblico servizio". Gli indagati inducevano, senza costrizione ma con una collaudata e perfezionata opera di convincimento, le persone che si trovavano ad affrontare la gestione del funerale della morte di un caro, a scegliere una tra le imprese funebri facenti parte del cartello. Per l'opera di persuasione percepivano un compenso di circa 200 euro a defunto, pagato direttamente dalle imprese che si aggiudicavano il funerale. Si parla di un giro d'affari di circa 1.300 defunti all'anno.

 
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