Dopo 17 anni Gianni Errani lascia la presidenza di Terremerse, la grande cooperativa del settore agroalimentare che ha sede ha Bagnacavallo, e soci nelle provincie di Ravenna, Ferrara, Forlì e nel circondario imolese.
Dopo un lungo percorso che ha portato ad un riposizionamento dell’azienda ed alla sua collocazione fra le prime a livello nazionale nell’ambito ortofrutticolo, Errani ha deciso di rassegnare le dimissioni, che verranno discusse nel consiglio d’amministrazione del 27 novembre.
«Il cda dibatterà della mia scelta - sottolinea lo stesso Errani -, spero venga accettata, il mio lungo lavoro in Terremerse come presidente lo reputo concluso. La mia volontà è quella di confermare le dimissioni, vedremo cosa deciderà il consiglio, che è l’organo sovrano».
Dalla cooperativa romagnola arriva anche un comunicato ufficiale del consiglio di presidenza e della direzione che dice già molto del futuro: «Abbiamo preso atto della volontà del presidente, valutandola come un gesto di grande responsabilità nei confronti dei soci e dei collaboratori, teso a sottrarre la cooperativa da calunniose accuse usate in modo pretestuoso, e si affidano alle deliberazioni del consiglio di amministrazione che verranno assunte in piena autonomia. Sottolineiamo inoltre - concludo i vertici di Terremerse - che la situazione economico-finanziaria e patrimoniale dell’azienda è coerente con gli andamenti positivi già delineati con il bilancio 2008 e confermano le previsioni dal budget 2009».
E dopo l’uscita di scena di Errani chi potrebbe essere il successore?
Verosimilmente potrebbe essere un rappresentante della produzione, scelto fra gli agricoltori e le coop. associate. Per il momento sono in campo due ipotesi: un rappresentante dell’area ravennate oppure uno di quella ferrarese.
La discussione interna alla cooperativa è cominciata ed un ruolo fondamentale lo avranno anche le Legacoop di Ravenna, Imola e Ferrara.
Una cosa però è chiara a tutti i soggetti coinvolti: la nuova guida della cooperativa romagnola dovrà avere una buona esperienza per poter navigare in acque non facili, tenuto conto del momento di crisi che attraversa tutto il settore agricolo e della storia da cui arriva la cooperativa e dei relativi equilibri che andranno rappresentanti. Terremerse infatti è l'esito di un processo di integrazione di ben 13 cooperative, iniziato nel 1992; oggi, rappresenta una realtà consolidata e capillare, differenziata e diversificata, che si articola nelle filiere cerealproteica, orticola, frutticola e delle agroforniture. È presente in Emilia Romagna (province di Ravenna, Ferrara, Forlì e nel circondario imolese), e in altri territori nazionali (Lazio e Basilicata).
Per questo trovare «la quadra» sul nuovo presidente non sarà facile. Non è escluso quindi che se non si dovesse trovare un candidato forte fra i produttori, allora potrebbe tornare molto utile una candidatura promossa direttamente dalle tre Legacoop territoriali.
Tratto da 'Sette Sere Settimanale Faentino' del 21 novembre