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12 giugno 2009 | 13:38

Berlusconi, la moglie, Noemi e gli psichiatri

Di Giorgio Antonucci.
 
"In queste settimane ho assistito in silenzio, senza reagire mediaticamente, al brutale infangamento della mia persona, della mia dignità e della mia storia coniugale".Così inizia la lettera di Veronica Lario pubblicata dal Corriere della Sera di ieri. Difficile darle torto, ma nella lunga telenovela che riguarda il presidente del Consiglio, sua moglie e una giovane napoletana, trovo francamente sbagliato che medici e psicologi intervengano sulla questione senza conoscere i fatti e le persone implicate. Ho trovato sbagliate anche le parole del governatore della Sicilia, lo psichiatra Raffaele Lombardo, che in una trasmissione televisiva ha sostenuto che le persone anziane che desiderano persone giovani hanno problemi psicologici. Molti uomini e donne hanno sposato persone più giovani e non vedo dove sia il problema. Purtroppo viviamo in una società ipocrita e gli psichiatri favoriscono questa situazione.
Senza informazioni certe, senza conoscere direttamente la persona non ci si può lasciare andare a giudizi come quelli espressi in questi ultimi giorni. Discutere la psicologia di una persona a distanza è un pessimo costume. Nonostante si tratti di personaggi pubblici, non si può permettere che qualcuno senza dati e fatti certi, si metta a esprimere giudizi sulla capacità psicologica di un estraneo. Sono giudizi senza nessuno contenuto scientifico e moralmente negativi. Sullo sfondo vi è la stessa mentalità che porta ai ricoveri coatti.
Così, una donna viene pubblicamente descritta come fragile e non in grado di interpretare la realtà e l'altro come un degenerato, un maniaco sessuale. I giudizi espressi in questa maniera sono semplici pettegolezzi e gli specialisti dovrebbero rifiutarsi di esprimerli pubblicamente.
Si discuta dell'eventuale abuso di potere, ma non si possono esprimere giudizi psicologici su un estraneo, dire che  la moglie decide di divorziare perchè influenzata dai giornali significa dare un colpo mortale alla sua autonomia, la si accusa di non essere in grado di comprendere il mondo esterno, di essere facilmente influenzabile. Si lascia passare l'idea che questa persona sia plagiata.
Ma allo stesso modo, considerare depravato qualcuno presumendo che "frequenti minorenni" è sbagliato. Può essere criticabile l'uomo di potere che abusa della sua posizione, ma non si può scrivere, come è stato fatto, che si tratti di una sorta di maniaco sessuale, non si possono esprimere giudizi psicologici con tanta superficialità.
Certo, le persone in questione hanno (chi molti di più, chi molti di meno) mezzi per difendersi ma non sempre è così. Anzi più spesso è il contrario. Esprimere giudizi di tale forza, è una terribile abitudine che può causare effetti molto dannosi. Come ha scritto Tomas Sasz "il controllo sociale spacciato per terapia psichiatrica, offre possibilità illimitate alla tirannia".
La vicenda Berlusconi, Lario, Noemi, dovrebbe essere, invece, l'occasione per parlare dei problemi di tutti, e non solo degli uomini di potere. Oppure l'occasione per analizzare come mai i protagonisti di questa vicenda abbiano sentito la necessità di esporre i loro problemi in pubblico, sulla stampa e nei salotti televisivi. Tutti, ormai, vogliono essere protagonisti del mondo dell'informazione, c'è la tendenza a credere reale quello che si vede in televisione ancor più che la realtà effettiva. Ma non è un problema psicologico, è una questione relativa alla cultura generale. Ormai si vive in una società che sembra ristretta ai quattro che sono sotto le luci della ribalta, gli altri si sentono esclusi e, in gran parte, fanno di tutto per essere presi in considerazione dal circo mediatico. Anche questo è preoccupante.
Giorgio Antonucci
 
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