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Succede che il lupo cattivo soffia e risoffia sulla casa di paglia, ma non riesce ad abbatterla. La tradizione popolare dovrebbe riscrivere il finale de “I tre porcellini”. Sembra che le case di paglia siano più sane, più solide, più economiche, più ecosostenibili di quelle in mattoni e cemento. Il porcellino vincente è quello della paglia. Il lupo cattivo è costretto ad accucciarsi sulla soglia della casa in mattoni ad aspettare l’uscita del maialino stanco di pagare costose bollette della luce e gas.
A riscrivere questo finale in Italia sono ancora in pochi. Ma in Svizzera e negli Stati Uniti sta diventando una pratica comune. Al mondo si costruiscono circa mille edifici in paglia ogni anno, mentre in Italia si tratta di casi isolati. Rimaniamo nell’ordine delle unità.
La pratica ha origini ottocentesche quando furono inventate le macchine imballatrici. I pionieri del Sand Hills del Nebraska dell'ovest ebbero per primi l’idea di utilizzare la balle come mattoni per costruire i loro edifici quando scarseggiavano legno e altri materiali da costruzione.
Divenne così un metodo tradizionale diffuso fino al 1940 quando fu sostituito dal mattone. Fu poi perfezionato nel 1970 da Judy Knox e Matts Myhrman.
Oggi ecoarchitetti e costruttori hanno dimostrato che le case in paglia sono più isolate dal freddo e dal caldo. Sono anche a bassorischio di incendio: un muro in balle di paglia intonacato resiste alla temperatura di 1010 °C per tre ore. Rispetto ad una casa tradizionale il costo di tutti i materiali è inferiore del 2-3%, ma il vero risparmio deriva da quello energetico: circa il 75% in meno di una casa normale. La paglia è un ottimo isolante sia termico che acustico. La sicurezza dagli incendi è garantita dal rivestimento in calce e questo permette allo stesso tempo che il muro possa respirare evitando l’insorgere dell’umidità e di fastidiose muffe. Questi materiali naturali tengono lontano la necessità dell’uso di sostanze altamente inquinanti e dannose per la salute dell’uomo come la formaldeide.
La casa in paglia è decisamente conveniente, anche se i Italia non ci sono professionisti del settore edilizio che la sostengono.
A Lana in provincia di Bolzano, l’architetto svizzero Werner Schimidt (http://www.atelierwernerschmidt.ch/) con la collaborazione dell’italiana Margherita Swarz , ha costruito una serie di case vacanze che hanno vinto il secondo posto del "Premio di Architettura in Alto Adige".
Stefano Soldati, agricoltore biologico di cereali, ha realizzato da solo la sua casa in paglia a Pramaggiore, in Veneto grazie all’insegnamento di Barbara Jones, autrice dell’unico testo a riguardo tradotto in italiano. La sua impresa è stata talmente unica, che ora ha avviato una serie di seminari per insegnare su come si costruisce una casa in paglia.
Prossimo è quello a Bologna del 28 marzo (www.laboa.org). Gli interessati pagano una somma di iscrizione e saranno loro che andranno a costruire la casa a costo zero di manodopera.
“Mi sembra un metodo interessante che recupera i rapporti di solidarietà e buon vicinato che c’erano una volta tra vicini di casa quando si facevano scambi di manodopera. – spiega Soldati - Ora non esistono più e la forma del seminario mi sembra un buon sostituto”.
Soldati quando ha deciso di realizzare la sua casa in paglia nel 2003 -2004 fu considerato un eccentrico, forse anche un po’ ingenuo, tanto che moltissimi curiosi sono accorsi a vedere le tappe della costruzione, richiamando anche l’attenzione delle forze dell’ordine. “Mentre all’estero la pratica è abbastanza diffusa, in Italia la sua divulgazione è più difficile.- continua Soldati - Non diventerà mai un metodo di largo uso perché i tecnici sono legati agli interessi del mattone. Ora per costruire una casa di cemento sono necessarie, per legge, le autorizzazioni di diversi professionisti: architetti, geometri e ingegneri. Per costruirne una di paglia basta un geometra e le procedure di ottenimento dei permessi seguono i modi e tempi di qualsiasi altra costruzione. Si capisce così perché la ‘lobby’ degli ingegneri tenda a difendere il proprio lavoro e sia favorevole alla cultura della costruzioni in cemento armato per cui la loro firma è necessaria. Inoltre in Italia esistono gli ordini professionali che impediscono che un architetto straniero possa progettare nel nostro paese se non ha uno studio italiano in appoggio. Questo ha limitato la diffusione di questo sapere”.
Soldati lavora soprattutto all’estero e sta costruendo la sua venticinquesima casa, ma dice: “Sto ancora imparando. I metodi di costruzione con l’esperienza si affinano. Ad esempio ho costruito la mia casa ponendo delle travi in legno, ma ora, con un altro metodo, si possono realizzare anche le parti portanti in paglia e funzionano molto meglio. Anche i serramenti possono essere impiantati direttamente nella paglia. Inoltre bisogna seguire le regole delle così dette ‘case solari’: orientandole a sud con delle grandi pareti di vetro a tettoia i costi di riscaldamento e raffreddamento sono inesistenti ”. Soldati assicura che le case in paglia sono solidissime e a norma antisismica.
“La storia parla da sé. – conclude - Alcune case in paglia sono in piedi dal XIX secolo, mentre quelle in cemento costruite negli anni ’70 stanno andando in rovina e devono essere abbattute con costi enormi di smaltimento dei materiali”.
E successe che il lupo a forza di soffiare scoppiò.