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Imola. La celiachia è una malattia piuttosto diffusa, colpisce un nato su duecento. Questa patologia non permette di cibarsi di glutine che è alla base della dieta mediterranea, perché contenuto nel grano, nel farro e in tutti i loro derivati. I farmaci non sono particolarmente cari, ma cibarsi attraverso una dieta alternativa è parecchio costoso. Se poi si è in due, all’interno della stessa famiglia, la spesa è ancora più pesante. Ci raccontano la loro storia Teresa e Chiara Spadoni, le sorelle maggiori di nove fratelli imolesi.
“Prima di tutto – racconta Teresa - va detto che fino alla penultima legislatura la mutua ci passava i cibi al chilogrammo, in un mese potevamo ritirare gratuitamente in farmacia nove chili di cibo di cui sette di salato, come pasta, pane e farina, e due chilogrammi di dolciumi, quantità che seguivano quelle di una corretta alimentazione. Con l’entrata in vigore della legge Veronesi i prodotti mutuabili non seguono più il concetto di dieta equilibrata, per cui, in un mese, possiamo ritirare gratuitamente in farmacia cibi per un tetto massimo di 99 € mentre per gli uomini è di 130 €. Questo per quanto riguarda la Regione Emilia Romagna. A tutto questo si deve aggiungere che i prodotti per celiaci sono molto costosi, tre volte tanto il prezzo degli alimenti normali, oggi ci troviamo a ritirare 3-4 chilogrammi in meno di cibo su base mensile.”
In effetti i prezzi dei prodotti per celiaci non sono economici: la pasta varia da 6,20 a 23,40 € il Kg, il pane da 8,50 a 30,37 € il Kg, la farina: da 5,40 a 22,57 il Kg. Non è quindi difficile comprendere come, con questi prezzi, il tetto massimo che la Regione mette a disposizione dei malati venga raggiunto molto rapidamente.
“Nella mia spesa – spiega Chiara – ci sono circa tre chilogrammi di farina, un chilo e mezzo di biscotti ed un chilogrammo di pasta, in questo modo riesco a risparmiare perché la farina è meno costosa dei prodotti finiti come il pane. Mi rendo conto, però, che non tutti hanno il tempo di prepararsi i cibi in casa...”
Dunque la vita dei celiaci non è facile, ma com’è la vita per un celiaco imolese?
“Le farmacie del circondario – continua Chiara consultando i suoi opuscoli– sono particolarmente sfornite soprattutto in rapporto a quelle della provincia ravennate, basta andare a Lugo per trovare molti più alimenti disponibili. Solo una pizzeria imolese è convenzionata con l’Associazione Italiana Celiachia, dappertutto, però, abbiamo trovato molta comprensione. Ad esempio quando andiamo in pizzerie o ristoranti non convenzionati e chiediamo se i cuochi possono utilizzare le nostre basi per gli alimenti non abbiamo mai incontrato grossi problemi. Resta il fatto che a Bologna e circondario sono presenti quattro enti convenzionati, mentre nel riminese sono ben tredici.”
“La malattia autoimmune che ci ha colpite – aggiunge Teresa – non è facile da accettare, soprattutto per me che ho scoperto di essere celiaca a dodici anni e ricordavo, e ricordo tutt’ora, i veri sapori della pasta e del pane. Il fatto è che i prodotti più buoni, ovvero quelli che ricordano i sapori originali, sono quelli che hanno un prezzo più elevato. La pasta che compro è composta da farina di soia, tapioca e farina di carrube, risulta difficile ottenere anche solo un aroma simile a quello della farina di grano.”
La celiachia è una malattia autoimmune di origine genetica, si tratta di intolleranza al glutine che è presente nel grano e nei suoi derivati, ma anche in molti altri alimenti perché il glutine viene utilizzato come legante. Il fattore scatenante della malattia, che ricordiamo essere alla base dell’alimentazione mediterranea, porta alla distruzione dei villi e della mucosa intestinale ed al cambiamento della forma dell’intestino, da rugosa a completamente piatta, riducendo così l’assorbimento generale di tutti gli alimenti ingeriti. Se non diagnosticata in tempi brevi può portare allo sviluppo di altre malattie autoimmuni. Tutto questo si può evitare con una tempestiva diagnosi della malattia togliendo completamente dalla dieta il glutine, malattia che spesso è asintomatica.
L’Emilia Romagna è una delle regioni europee con la più alta incidenza di casi accertati in rapporto alla popolazione, questo non significa che noi emiliano romagnoli siamo più malati di altri, semplicemente c’è più sensibilità al problema. Oggi è possibile effettuare un test direttamente in farmacia per sapere se si è affetti da celiachia, questo test ha un’incidenza del 96%, quindi è sempre meglio rivolgersi al medico per accertamenti.
Per maggiori informazioni sulla celiachia potete visitare il sito nazionale dell’AIC www.celiachia.it